PREGHIERA IN FAMIGLIA
domenica 29 marzo

Don Nando Bonati – Parrocchia Buon Pastore Parma

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA

Preghiera in famiglia

La famiglia si siede attorno alla tavola che può essere già apparecchiata per il pasto insieme. Ove siano presenti bambini o ragazzi, potranno preparare i segnaposti per tutti i famigliari.Al centro della tavola si possono porre la Bibbia aperta e una piantina (vera oppure disegnata).Al termine della preghiera, queste verranno poste in un luogo ben visibile della casa dove rimarranno per tutta la settimana come segno del cammino quaresimale.

Mamma: Oggi è di nuovo Domenica. È il giorno in cui Dio ha risuscitato Gesù, sciogliendolo dai lacci della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Il Signore Gesù, uomo come noi fino in fondo, non ha evitato la morte, ma l’ha attraversata aprendo per noi la via alla vita piena, nel suo amore infinito. Oggi non possiamo ancora celebrare l’eucarestia con la comunità. Chiediamo al Signore di riconoscerlo presente tra noi, nella nostra casa e di donarci la sua consolazione. Ci prepariamo in silenzio per vivere questo momento di preghiera familiare.
Papà:       Siamo riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.
   Tutti:        Dio nostro, amante della vita, che con la tua Parola hai creato tutte le cose e con il tuo respiro sostieni ogni vivente, manda su di noi il tuo Spirito perché rinnovi nei nostri cuori la speranza che ci hai donato in Gesù, tuo Figlio.
Egli ha dato se stesso per noi e ora è il Vivente nei secoli dei secoli. Amen.
Mamma:  Ascoltiamo il racconto del segno compiuto da Gesù quando richiamò alla vita l’amico Lazzaro, rivelando che il suo amore è più forte della morte.
Papà:       Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41)
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània (il villaggio di Maria e di Marta sua sorella) era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
   Tutti: Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
Papà:       All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
   Tutti: Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
Papà:       Quando [Gesù] sentì che [Lazzaro] era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
   Tutti: Tu, Gesù, sei per noi la Luce vera.
Papà        Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
   Tutti: Tu, Gesù, sei per noi la Vita vera.
Mamma:    Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
   Figli: Signore, se tu fossi stato qui.
Mamma:    Gesù disse [a Marta]: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
   Tutti: Dice Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno».
Mamma:    Dette queste parole, [Marta] andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse:  «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».
   Figli: Signore, se tu fossi stato qui.
Mamma:  Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
   Figli: Signore, se tu fossi stato qui.
   Tutti: Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
Papà:       Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».
   Tutti: Tu, Gesù, sei per noi la Luce vera. Tu, Gesù, sei per noi la Vita vera.
Papà:       Detto questo, [Gesù] gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
   Tutti: Dice Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno».
Papà:       Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
   Tutti: Tu, Gesù, sei per noi la Luce vera. Tu, Gesù, sei per noi la Vita vera. 

Seguono due brevi meditazioni che, se opportuno, si possono leggere durante una pausa di silenzio

  • La vicenda di Lazzaro e la vicenda di Cristo, la vita dell’uomo e la croce di Cristo, sono come due scatole cinesi: l’una dentro l’altra. Sono due scandali, l’uno dentro l’altro e si illuminano, si rafforzano vicendevolmente. L’esistenza dell’uomo si risolve con la croce. Se ci manca il senso della croce non troviamo più un senso all’esistenza umana perché la croce è la rivelazione in profondità del comportamento di Dio: l’amore sembra sconfitto e invece non è vero. […]. Il Padre non abbandona il Figlio, Gesù non abbandona l’amico, Dio Padre non abbandona te: anche se perdi da tutte le parti, anche se hai l’impressione che quello che fai è sprecato, anche se vai verso la morte e Lui qui non si vede. Il dramma dell’uomo trova nella morte-risurrezione di Cristo il suo centro propulsore. Il racconto dell’incontro di Gesù con Lazzaro ci permette di leggere la croce di Cristo come il luogo più espressivo dello scandalo dell’esistenza: è lo specchio della tua vita. Questo racconto fa parte di quel sta scritto a cui anche tu sei invitato a fare appello nel cammino dei tuoi quaranta giorni, in attesa della Pasqua… e non soltanto quella del prossimo 12 aprile. (don Nando Bonati)
  • Di Lazzaro sappiamo poche cose, ma sono quelle che contano: la sua casa è ospitale, è fratello amato di Marta e Maria, amico speciale di Gesù. Il suo nome è: ospite, amico e fratello, insieme a quello coniato dalle sorelle:
    colui-che-Tu-ami, il nome di ognuno. A causa di Lazzaro sono giunte a noi due tra le parole più importanti del Vangelo: io sono la risurrezione e la vita. Non già: io sarò, in un lontano ultimo giorno, in un’altra vita, ma qui, adesso, io sono. Notiamo la disposizione delle parole: prima viene la risurrezione e poi la vita. Secondo logica dovrebbe essere il contrario. Invece no: io sono risurrezione delle vite spente, sono il risvegliarsi dell’umano, il rialzarsi della vita che si è arresa. Vivere è l’infinita pazienza di risorgere, di uscire fuori dalle nostre grotte buie, lasciare che siano sciolte le chiusure e le serrature che ci bloccano, tolte le bende dagli occhi e da vecchie ferite, e partire di nuovo nel sole: scioglietelo e lasciatelo andare. Verso cose che meritano di non morire, verso la Galilea del primo incontro. Io invidio Lazzaro, e non perché ritorna in vita, ma perché è circondato di gente che gli vuol bene fino alle lacrime. Perché la sua risurrezione? Per le lacrime di Gesù, per il suo amore fino al pianto. Anch’io risorgerò perché il mio nome è lo stesso: amato per sempre; perché il Signore non accetta di essere derubato dei suoi amati. Non la vita vince la morte, ma l’amore. Se Dio è amore, dire Dio e dire risurrezione sono la stessa cosa.  (p. Ermes Ronchi)

 In base alle persone presenti, si valuterà se leggere insieme o individualmente la preghiera di contemplazione e/o le invocazioni di seguito indicate.

  • Contemplazione

Papà o mamma: Ringraziamo il Signore che ci ha donato la sua parola e rispondiamo a Lui con la preghiera.

Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto…
Come quel giorno a Betania, in casa di Marta e Maria, questa Parola risuona oggi tra noi.
Noi assetati di consolazione, ascoltiamo la tua risposta: Tuo fratello risorgerà…
Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me, anche se muore vivrà,
chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?
Ancora la tua Parola ci vuole portare là dove noi mai avremmo immaginato di arrivare.
Per questo, pur non sentendoci al buio, ci raccogliamo tutti davanti al Crocifisso
e insieme preghiamo invocando il tuo Spirito, Respiro vitale donato a noi insieme alla vita,
perché ci aiuti a fidarci che nessuno di noi è solo sulla terra:

 Padre, siamo noi, tuoi figlie e figlie, tutti davanti a Te insieme a Lui, il Figlio crocifisso:
per Te non ci sono spazi diversi e tempi diversi, per questo davanti a Te nessuno è solo.
Accogliamo con gioia chi arriva tra noi  a ricordarci che la vita è un grande dono.
Ti consegniamo chi conclude il suo viaggio tra noi  e te lo affidiamo per il tempo che non è più il nostro.

 Come Marta e Maria fatichiamo a fidarci di Te e del tuo Figlio Gesù morto e risorto.
Tu ci assicuri che non ci lasci soli nelle prove della vita.
Per questo, Ti ringraziamo per il dono di coloro che in questi giorni
negli ospedali, in qualunque altro posto, sono tra noi il segno del tuo amore prezioso e difficile .

 La tua Benedizione sempre ci accompagni,
in particolare i fratelli e le sorelle che, per il troppo peso delle prove, non riescono a dire: Mi fido, mi affido! Grazie!!

* Invocazioni

Papà o mamma: Rivolgiamo al Signore la nostra preghiera dicendo, ad ogni invocazione:
Ti preghiamo, Signore, amico degli uomini!

Figli:
Signore Gesù, alla morte di Lazzaro ti sei commosso fino al pianto
hai manifestato quanto volevi bene al tuo amico:
insegnaci ad amarci come tu ci hai amato. Ti preghiamo, Signore, amico degli uomini!

Signore Gesù, hai chiamato Lazzaro per nome
come il buon Pastore che conosce ogni sua pecora per nome:
giunga il tuo sollievo a tutti i sofferenti. Ti preghiamo, Signore, amico degli uomini!

Signore Gesù, hai consolato il pianto di Marta e Maria
hai rivelato di essere il salvatore degli uomini:
ispira speranza e forza in coloro che assistono gli ammalati e nei familiari.Ti preghiamo, Signore, amico degli uomini!

Signore Gesù, hai richiamato il tuo amico dai morti
hai rivelato di essere Signore della resurrezione e della vita:
accogli nella tua pace i nostri defunti e chiamali alla tua presenza nella vita piena.
Ti preghiamo, Signore, amico degli uomini!

Papà o mamma:    Preghiamo Dio, nostro Padre, con la preghiera che Gesù ci ha insegnato:

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen!

Se la preghiera viene fatta in un momento diverso dal pasto, si conclude come segue

Papà o mamma:         Dio, nostro Padre, nel segno di Lazzaro richiamato dal sepolcro ci hai rivelato che tu sei il Dio dei viventi, e che Gesù, tuo Figlio, è resurrezione e vita in abbondanza  per tutti coloro che si affidano a lui.
Rinnova in noi la speranza che, insieme ai nostri cari, vedremo la tua gloria, e gusteremo la comunione e la pace che vengono da te perché più forte della morte è il tuo Amore, o Dio, benedetto nei secoli dei secoli.
Tutti:  Amen!
Papà o mamma: Il Signore ci benedica, lui che è Padre, e Figlio e Spirito santo.
Tutti:   Amen!

Se la preghiera viene fatta prima del pasto, si può iniziare a prendere insieme il pasto con questa preghiera

Papà o mamma: Ti ringraziamo, Signore, per la Parola che ci hai donato. Ti ringraziamo per la vita che ci doni e per il cibo che oggi è sulla nostra tavola. Donaci di riconoscere la tua presenza accanto a noi in ogni momento, nell’abbondanza e nella privazione, nella sofferenza e nella gioia. Sii benedetto ora e sempre.
Tutti:  Amen!

In un momento opportuno del pasto, si completa la preghiera condividendo il pane. Un genitore, mentre dice le parole che seguono, spezza il pane e lo distribuisce ai commensali.

Papà o mamma: Fate attenzione: ora vogliamo dire una cosa importante. Con questo cibo, con questo pane condiviso, diciamo che in questa settimana abbiamo lavorato e faticato per tutti noi, per la nostra famiglia. Diciamo che ci vogliamo bene e che faremmo qualunque cosa gli uni per gli altri: questo ce lo ha insegnato Gesù.
In questa domenica non abbiamo potuto spezzare e mangiare il pane in memoria di Lui. La condivisione di questo pasto ci ricordi quanto è importante riunirci in assemblea e celebrare il memoriale di ciò che Gesù ha fatto per noi.