Racconto per Natale
LA SPINA NELLA PRESA

LA SPINA NELLA PRESA

La maestra, con sussiego, chiese: «Bambini! In questo mese di dicembre, cosa aspettiamo?».
Tutti i bambini in coro: «Il Nataaaale!».
Con un impercettibile movimento del labbro e un corruccio della fronte, la maestra, cattolica ben piantata, comunicò il proprio disappunto: «Non il Natale, bambini, ma Gesù! Noi aspettiamo Gesù!».
Silenzio in aula. Poi qualche fruscio, un rumore di sedia e finalmente il più sfacciato parlò: «Ma come facciamo ad aspettare Gesù? Il parroco ci ha detto che è già venuto e non è più andato via. Quindi io aspetto il Natale!».
Si racconta che la maestra fu sull’orlo di una crisi di nervi. Il clima, fuori, era bigio. Sembrava che l’alba non fosse ancora sorta. Tutte le luci erano accese. Un proiettore di diapositive puntava dritto il suo cono di luce sulla parete. D’improvviso tutto si spense. Blackout nel quartiere. La spina del proiettore fu sfilata dalla presa. Non si sa mai; potrebbe saltare la resistenza. Pochi attimi di confusione e poi fu ancora luce. Ma il proiettore restò spento. Tutti i bambini puntarono gli occhi sul quel mostriciattolo dall’occhio spento.
«Maestra! Perchè è tornata la luce e il proiettore non si è acceso?» disse Fabio.
La maestra ebbe un sussulto interiore. «Ecco l’esempio giusto» pensò. «Vedete, bambini, – disse- , la corrente elettrica è arrivata per tutti, anche per noi. Ma noi non abbiamo inserito la spina nella presa. Non basta che ci sia corrente nei fili; bisogna inserire la spina. Fabio! Inserisci la spina, per favore».
L’occhio del mostriciattolo di plastica grigia aprì la sua palpebra e puntò il suo sguardo luminoso sulla parete a ridisegnare il cono rotondo e perfetto di luce.
La maestra, soddisfatta dell’ottima occasione a portata di mano catechizzò: «Gesù è la corrente elettrica venuta tra di noi. Lui aspetta che noi inseriamo la spina della nostra vita nelle sue idee e nei suoi esempi per catturare la sua energia e per proiettare sugli altri il nostro fascio di luce».
Scattò una ridda di domande e osservazioni: «Maestra, ma non ci si scotta vicino a Gesù?…. Maestra, ma se io tocco Gesù prendo la scooossa?».
Fabio, quello della spina, alzò la mano: «Allora in dicembre è Gesù che aspetta noi, perchè Lui è già venuto, ma noi non siamo ancora andati ad incontrarlo!».
E questo intervento fu, per la maestra, come 20 gocce di Lexotan. La crisi incombente di nervi le era passata.