Spese per armi o per la salute e la scuola?

Legge di bilancio 2021: 6 miliardi per nuove armi. Secondo i pacifisti vanno spesi per sanità e scuola
Luca Kocci . Tratto da: Adista Notizie n° 44 del 12/12/2020

Sei miliardi di euro. È la cifra che la Legge di bilancio, in discussione in questi giorni in Parlamento, stanzia per l’acquisto di nuove armi nel 2021. Una «scelta inaccettabile» per la Campagna Sbilanciamoci! e la Rete Italiana Pace e Disarmo.
«Mentre siamo impegnati a trovare risorse per la Sanità e l’Istruzione pubblica, ci troviamo a sprecare 6 miliardi di euro per prepararci alla guerra», spiega Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! La sfida di oggi è un’altra, prosegue Marcon, «quella alla pandemia, quella affrontata quotidianamente negli ospedali che non hanno abbastanza posti di terapia intensiva o medici e infermieri a sufficienza. Quella per un’istruzione di qualità per tutti, mentre invece più di diecimila scuole hanno strutture che cadono a pezzi e non rispettano le normative di sicurezza».
Le organizzazioni sottolineano ancora una volta che negli ultimi anni le spese militari sono andate progressivamente aumentando, mentre la Sanità pubblica è stata de-finanziata e le risorse per l’Istruzione pubblica sono al livello più basso della media europea. Una tendenza che sembra confermarsi anche per il 2021, a meno che il Parlamento non deciderà di modificare la proposta del governo. Nel 2021, infatti, il solo bilancio del Ministero della Difesa prevede un aumento di 1,6 miliardi arrivando ad un totale di 24,5 miliardi. La proposta dei pacifisti alle forze politiche è quella di una moratoria per il 2021 su tutte le spese di investimento in armamenti, da destinare invece alla Sanità e all’Istruzione, tanto più «in un momento di emergenza ed estrema necessità come quello che stiamo vivendo. È questa la scelta di cura di cui oggi ha bisogno realmente l’Italia, e di cui hanno bisogno soprattutto i cittadini che stanno drammaticamente soffrendo questa crisi».
«L’analisi che abbiamo potuto realizzare preoccupa e pone ancora una volta il quesito sulle priorità della spesa pubblica nel nostro Paese – spiega Sergio Bassoli, della Rete Italiana Pace e Disarmo –. Mai come in questo momento tutti siamo chiamati a fare sacrifici e agire in modo responsabile e solidale per contrastare il contagio ed uscire al più presto dalla pandemia con meno danni umani, sociali ed economici possibili e consapevoli che il debito pubblico peserà come un macigno negli anni a venire. La moratoria di un anno per sospendere l’acquisto di nuovi sistemi di arma è un atto dovuto all’Italia, a chi lotta quotidianamente per salvare le vite, a chi ha perso il reddito e forse domani il lavoro, a chi è costretto a chiudere la propria attività. Ogni euro speso deve rispondere alla coscienza del Paese. Chiediamo a governo e Parlamento di essere anche loro pienamente responsabili e sospendere queste spese oggi insostenibili».
I conti di cosa si potrebbe fare con i 6 miliardi strappati alle nuove armi li fa Marcon sul manifesto (1/12):

  1. Con i soldi di un carro armato Ariete (7milioni) potremmo riaprire 20 piccoli ospedali
  2. Con il costo di una Fregata potremmo assumere 1.200 infermieri per 10 anni.
  3. Al posto di un blindo Centauro (13milioni) potremmo dare 2.800 borse di studio per studenti fuori sede.
  4. Con i soldi che spendiamo (44milioni) per un elicottero potremmo acquistare 4.500 ventilatori polmonari.
  5. Al posto di un pattugliatore d’altura (427milioni) potremmo ammodernare 410 ospedali.
  6. Con i 670milioni di un sommergibile U212 potremmo pagare lo stipendio a mille medici per dieci anni.
  7. Con i soldi per la nave anfibia Trieste (1miliardo e 171milioni) potremmo abolire le tasse universitarie ad un milione di studenti.
  8. Dulcis in fundo i cacciabombardieri F35. Siamo arrivati al costo di 195milioni di euro. Potremmo rimettere a nuovo con gli stessi soldi 380 scuole che cadano a pezzi.

Chi ci difende di più dal Covid-19: una santabarbara di armi o una sanità che funziona?