Il Battesimo vero di Gesù non fu quello ricevuto da Giovanni presso il Giordano, ma il suo passaggio da morte a sepoltura a risurrezione, nei giorni della sua Pasqua.
Preghiamo.
Padre d’immensa gloria, tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli; concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace. Egli è Dio, e vive e regna con te e con lo Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Dal libro del profeta Isaìa 42,1-4.6-7.
Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».
Salmo 29(28). Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.
Date al Signore, figli di Dio, date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome, prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
La voce del Signore è sopra le acque, il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza, la voce del Signore è potenza.
Tuona il Dio della gloria, nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo, il Signore siede re per sempre.
Dagli Atti degli Apostoli 10,34-38
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».
Dal Vangelo secondo Matteo 3,13-17.
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
IMMERSIONE. Don Augusto Fontana
Scendere, attraversare, risalire. Immergersi (in ebraico: tsalál), saltare, passare oltre (in ebraico: pesah). Praticamente: Pasqua. Giovanni detto Battezzatore pur essendo figlio di sacerdote, rinuncia alla carriera ereditaria e se ne va nel deserto, lontano dal tempio e da Gerusalemme. Sceglie un luogo sulle sponde del Giordano da dove Giosuè aveva introdotto le tribù di Israele e l’Arca dell’Alleanza nella terra promessa dopo la fuga dall’Egitto (Giosuè 4,13.19). Lì Giovanni invitava la gente a immergersi nelle acque per rivivere il passaggio del Mare dei Giunchi (Esodo 13,18) e rivisitare le loro radici storiche e spirituali. Lì Gesù aveva partecipato al suo movimento di riforma, mettendosi in fila con i cercatori di fedeltà.
Ma il Battesimo vero di Gesù non fu quello ricevuto da Giovanni presso il Giordano, ma il suo passaggio da morte a sepoltura a risurrezione, nei giorni della sua Pasqua. Il suo vero Battesimo si chiama Pasqua o “Battesimo nello Spirito e nel fuoco” e qui al Giordano ne abbiamo solo un assaggio. Disse Giovanni Battezzatore (Mt 3,11) a futura memoria anche per noi: «Io vi battezzo soltanto con l’acqua, per spingervi a cambiar vita; ma dopo di me viene uno che vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco».
Due confronti[1].
La liturgia di oggi ci offre due possibili confronti.
Primo confronto. Basta accostare la figura del personaggio misterioso, tratteggiato da Isaia nel primo Canto del servo di Jahweh (prima lettura), con quella di Cristo; e verificarne le coincidenze.
Isaia: «Così dice il Signore: “Ecco il mio servo/figlio che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio…Ho posto il mio spirito sopra di lui ».
Matteo: la voce misteriosa garantisce: «Questi è il Figlio/servo mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto…e vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui».
Dunque, in entrambi i casi, lo Spirito accompagna e sostiene il servo/figlio nella sua impresa. L’impresa non verrà realizzata con minacce, paura e castighi (come forse anche il Battista auspica e attende), ma con la dolcezza. Il servo «non alzerà il tono della voce» perché si rivolge alle coscienze delle persone e non alla piazza. Né si fa strada stritolando le realtà umane più fragili, ma rispettando colui che ha il passo malfermo; nessuna persona è buttata via come inutile: «Non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta». Ci possono essere individui in crisi la cui fiamma non è robusta, spavalda, resistente. La speranza si è ridotta a un lucignolo il quale esala fumo sgradevole che raspa in gola, piuttosto che luce brillante. Eppure lo stoppino non viene schiacciato e la fiammella debole è protetta con delicatezza. La sua si potrebbe definire come la «cultura del recupero». Pietro – nella seconda lettura – ricorda che Gesù è passato su questa terra «beneficando e liberando». Qui lo vediamo addirittura, sulle rive del Giordano, mettersi in fila con gli altri, uno qualsiasi, senza rivendicare il primo posto, e aspettare silenziosamente il proprio turno, senza rifugiarsi nella saletta speciale riservata ai vip. Su questo «ultimo tra gli ultimi» si posa la parola solenne di Dio: «Questi è il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
Il secondo confronto è quello tra lo stile adottato da Gesù nell’ adempimento della propria missione e il nostro modo di interpretare la vocazione cristiana: anche in occasione del nostro battesimo, c’è stato Uno che ci ha chiamati, ci ha assegnato una missione. Se sovrapponiamo le due immagini, le dissomiglianze sono abbastanza vistose e ci regalano qualche benefico rimorso o qualche stimolo. E se qualcuno ci chiede di poter «vedere un cristiano», mettiamoci a cercare con lui. E guardiamoci attorno senza preclusioni. È probabile che troviamo dei cristiani là dove non avremmo sospettato. È capitato qualcosa del genere anche a Pietro, quando è entrato in casa di Cornelio, un pagano, non circonciso, non giudeo. E non ha potuto trattenersi dal comunicare la sua scoperta sensazionale: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a Lui accetto».
Forse «ora stiamo rendendoci conto» che essere discepoli non significa atteggiarci a maestri che pretendono indottrinare gli altri, ma presentarci come semplici scolari in attesa impaziente di essere ammaestrati da Dio, dalla sua parola, dalla storia e da altri uomini.
Una moratoria dei Registri Parrocchiali.
Quando sarò Papa proclamerò dal balcone dei sacri palazzi, nel giorno della Festa del Battesimo di Gesù, una moratoria dei Registri Battesimali delle parrocchie. Disporrò che i Registri del Battesimo vengano sigillati per 5 anni, pena la scomunica automatica (detta latae sententiae) a tutti coloro che rilasciassero un certificato di Battesimo. Convocherò una Conferenza Stampa e immagino che i vaticanisti mi chiederanno: “E allora come faranno quelli che devono celebrare i sacramenti della cresima o del matrimonio?”. Ho già pronta la risposta: “Tranquilli! Dispongo che in ogni parrocchia si costituisca una “Commissione di valutazione” composta da colleghi di lavoro, madri, mariti, figli e membri della comunità parrocchiale e che vengano fatti gli “scrutini battesimali”. Basterà confrontare la pagina evangelica delle Beatitudini con la vita del richiedente: se le due cose dovessero risultare sovrapponibili, quello sarà il migliore e infallibile certificato che il tale è stato immerso nella morte e risurrezione di Gesù e trasfigurato dallo Spirito creatore e santificatore. Amen. Andate in pace”.
Prevedo che i teologi avranno da ridire e ne conosco già le rispettabili argomentazioni; so che ci sarà una pubblica protesta sotto le finestre del condominio di Via Giulia dove andrò ad abitare e che anche tu sarai tra i manifestanti. Sono certo che le lobby dei monsignori chiederà una dichiarazione medica di demenza. Resterò solo con il mio Signore, aprirò la Santa Scrittura alla Lettera di Paolo ai Romani cap. 6: «Vi siete dimenticati che il nostro battesimo unendoci a Cristo ci ha uniti alla sua morte? Per mezzo del battesimo che ci ha uniti alla sua morte, siamo dunque stati sepolti con lui, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la potenza gloriosa del Padre, così anche noi vivessimo una nuova vita». Appunto! Vivere una nuova vita.
Ora sto rendendomi conto.
Ora anch’io «sto rendendomi conto» che il certificato di battesimo di Gesù è stata la voce del Padre che ha detto-bene di lui, lo ha «bene-detto». Dio mi bene-dice (in greco eu-loghein) quando può dire-bene di me. Voce che esce dalle pagine della Bibbia e parla nell’Assemblea liturgica e nella mia coscienza. Mi chiedo se anche di me può dire: «Questo è il figlio mio che io amo. Sono soddisfatto».
Ora anch’io «sto rendendomi conto» che il certificato di battesimo di Gesù è stata la voce della gente: «E la gente era piena di meraviglia perché vedeva che i muti incominciavano a parlare, gli storpi erano guariti, gli zoppi camminavano bene e i ciechi riacquistavano la vista. Allora tutti lodavano il Dio d’Israele» (Matteo 15,31). Mi chiedo se anche dove passo io il deserto fiorisce e tutti «lodano il Dio di Gesù Cristo». Il certificato di battesimo di Gesù fu (ed è) segno di contraddizione, di discussione, di crisi e non un neutro e insignificante attestato anagrafico: «I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”» (Luca 15,2). Il certificato cartaceo del mio battesimo non provoca quanto promessomi da Gesù come beata persecuzione: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi» (Matteo 5,11-12).
Ora anch’io «sto rendendomi conto» che il Signore mi ha lasciato in eredità un’indelebile certificazione del mio battesimo, non sostituibile con nessuna carta timbrata: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Matteo 5,16).
Confermo. Quando sarò Papa proclamerò una moratoria per 5 anni dei Registri battesimali.
[1] Rielaborazione da A.Pronzato, Parola di Dio, Commenti alle Letture, Anno A, Gribaudi editore


