«A voi sarà tolto il regno di Dio e sarà affittato a un popolo che ne produca i frutti». Resteremo reperti archeologici e territori da rievangelizzare?
Liturgia
Padre Ermes Ronchi scrisse: «Un uomo aveva due figli. E si potrebbe dire: un uomo aveva due cuori. Perché quei due figli sono il nostro cuore diviso, un cuore che dice sì e che dice no, un cuore che dice e poi si contraddice.
E’ così difficile perdonare a Dio la sua debolezza di cuore; siamo come Giona che si è fatto venire un terribile mal di testa sotto quella piantina di ricino quando Dio si è rimangiata la parola di condanna per gli abitanti di Ninive.
Il perdono non elimina l’esigenza della riparazione, che è propria della giustizia.
Il problema della liturgia di oggi è la sequela, una relazione con costi a caro prezzo e benefici di senso esistenziale. Ma mi sto chiedendo: ne val la pena?
Confiniamo la fede nelle abitudini e allora ci stupiamo di non riuscire più a trovare Dio come al solito. Ma pare che Dio non sia mai «come al solito».
Una donna di un altro paese e di un’altra religione, in un certo senso, “converte” Gesù.
Storie di discepoli di allora, ma di fatto storia dei nostri sghembi itinerari pasquali e battesimali.
Prima che di pane eucaristico o eterno qui sembra trattarsi di pane quotidiano. Ma dentro a questo benedire, spezzare e distribuire Matteo nasconde il memoriale della Cena pasquale.


