Il perdono non elimina l’esigenza della riparazione, che è propria della giustizia.
Liturgia
Il problema della liturgia di oggi è la sequela, una relazione con costi a caro prezzo e benefici di senso esistenziale. Ma mi sto chiedendo: ne val la pena?
Confiniamo la fede nelle abitudini e allora ci stupiamo di non riuscire più a trovare Dio come al solito. Ma pare che Dio non sia mai «come al solito».
Una donna di un altro paese e di un’altra religione, in un certo senso, “converte” Gesù.
Storie di discepoli di allora, ma di fatto storia dei nostri sghembi itinerari pasquali e battesimali.
Prima che di pane eucaristico o eterno qui sembra trattarsi di pane quotidiano. Ma dentro a questo benedire, spezzare e distribuire Matteo nasconde il memoriale della Cena pasquale.
Paolo aveva scritto: «Tutte queste cose che prima avevano per me un grande valore, ora che ho conosciuto Cristo, le ritengo da buttar via».
Il problema della chiesa primitiva: erano presenti santi e peccatori, giusti ed eretici. Come oggi. Chi ci dà il titolo di togliere speranza di conversione?
Inizia con questa domenica, e per tutto il mese di luglio, il “discorso in parabole” del cap. 13 del vangelo di Matteo.


