SBILANCIAMOCI a favore della pace

LE CONTROPROPOSTE DI SBILANCIAMOCI! della RETE ITALIANA PACE E DISARMO

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 Riduzione del personale della Difesa
Sbilanciamoci! propone di fermare la tendenza recente di continuo aumento dei totali degli effettivi militari (con conseguente aumento dei bilanci propri delle singole Forze Armate, nell’ambito del budget complessivo della Difesa), ritornando invece ad avere come obiettivo l’organico previsto nella “Riforma Di Paola” di 150.000 effettivi, con riequilibrio della distribuzione interna dei gradi nelle gerarchie militari (diminuzione di costo a parità di arruolati). Maggiori entrate: 500 milioni di euro

Taglio dei programmi militari finanziati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Si propone di ridurre gli stanziamenti diretti e i finanziamenti pluriennali per l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma in capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex Ministero dello Sviluppo Economico), in modo particolare relativamente ai programmi navali e aeronautici. Maggiori entrate: 1.600 milioni di euro

Taglio delle acquisizioni di nuovi sistemi d’arma
Ridurre gli stanziamenti diretti e i finanziamenti pluriennali per l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma in capo al Ministero della Difesa, sia per il mantenimento di dotazioni e capacità (previsto con fondi del Segretariato Generale della Difesa) sia per i cospicui fondi previsti anche per la ricerca militare nell’ambito dei capitoli della Direzione Nazionale Armamenti. Maggiori entrate: 4.000 milioni di euro

Drastica riduzione delle missioni militari
Terminare con effetto immediato le missioni militari all’estero con proiezione armata in aree di conflitto e/o che hanno come obiettivo principale la protezione degli interessi fossili, mantenendo attive solo reali missioni di pace promosse dalle Nazioni Unite. Maggiori entrate: 700 milioni di euro

Riconversione dell’industria a produzione militare
Si propone l’approvazione e il finanziamento di una legge nazionale per la riconversione al civile di aziende e distretti a produzione militare. Costo: 300 milioni di euro

Tassazione degli extraprofitti delle imprese militari
Dal 2021 al 2024, le prime 15 imprese produttrici di armi italiane hanno raddoppiato i loro utili grazie al perdurare di numerosi fronti di guerra, arrivando a un totale di 876 milioni di euro di maggiori profitti. Nello stesso periodo, anche il fatturato dell’industria militare è cresciuto molto, con ricavi totali aumentati del 28% ed extraricavi pari a 7,06 miliardi di euro. Il 2025 si preannuncia persino più redditizio: la sola Leonardo nei primi nove mesi dell’anno ha fatto registrare ricavi pari a 13,4 miliardi di euro (+12,4% rispetto al 2024) e un risultato netto ordinario che passa da 364 a 466 milioni di euro in un anno (+28%). Greenpeace prevede che nel 2025 il settore farà registrare extraprofitti pari a circa 1,5 miliardi di euro. Sbilanciamoci! propone di applicare una tassazione al 50% degli extraprofitti del settore. Maggiori entrate: 750 milioni di euro

Valorizzazione territoriale liberata da servitù militare
Selezione di 20 servitù militari da riconvertire per progetti di sviluppo locale in territori colpiti da crisi con l’obiettivo di creazione di reddito, occupazione e sviluppo sostenibile in settori strategici. Costo: 200 milioni di euro

Programmi di disarmo umanitario internazionale
Potenziamento del sostegno alle strutture multilaterali che si occupano di Disarmo umanitario (in particolare in ambito ONU: UNODA e UNIDIR) oltre che la compartecipazione ai fondi di implementazione dei Trattati internazionali di disarmo e sostegno alla società civile del settore. Costo: 50 milioni di euro

Incremento dei fondi per il Servizio civile
Il Servizio civile – un’occasione di servizio di pace per tanti ragazzi e ragazze che vorrebbero accedervi – deve essere ulteriormente rafforzato e sviluppato, anche grazie a politiche di promozione ad hoc, tra cui l’accesso ordinario e programmato dei soggetti del sistema SCU nelle scuole per presentare i valori e le esperienze del Servizio civile e seminare la consapevolezza nei giovani che sceglieranno di fare domanda. Per sostenere il Servizio civile, Sbilanciamoci! propone uno stanziamento aggiuntivo di 100 milioni di euro l’anno a partire dal 2026. Nell’ambito di tale stanziamento, si destinano 6 milioni di euro alla sperimentazione (e all’avvio strutturale nel 2028) del sostegno all’ospitalità di giovani non residenti nel luogo di servizio e 12 milioni di euro all’individuazione e messa in trasparenza delle competenze trasversali acquisite dai giovani che svolgono il SCU. Costo: 100 milioni di euro

Difesa non armata e nonviolenta e stabilizzazione dei Corpi civili di Pace
Implementazione del “Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta” proposto dalla campagna “Un’altra difesa è possibile” che preveda una struttura professionale di Corpi Civili di Pace (almeno per 1.000 effettivi potenziali) e la fondazione di un Istituto di ricerca su pace e disarmo. Costo: 100 milioni di euro

Incremento degli stanziamenti per la Cooperazione allo Sviluppo
Per ripristinare i tagli alla cooperazione avvenuti e al fine di raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del Pil di fondi per la cooperazione allo sviluppo – impegno che da anni l’Italia ha preso in numerose sedi internazionali – si propone di stanziare per il 2026 almeno 700 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo, dando particolare importanza ai progetti della società civile e delle organizzazioni governative, anche nei paesi in via di sviluppo. Costo: 700 milioni di euro

Si libereranno 1,6 miliardi di euro di risorse pubbliche oggi destinate alla produzione bellica.

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