Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore.
Liturgia
E’ difficile credere in un Dio che non viene a tutelare le nostre soddisfazioni spirituali, le elevazioni mistiche, l’ottimismo decadente e che invece mi dà la croce come unico luogo di lettura della storia. Dio, fonte di insicurezza giusta per i sicuri e fonte di sicura speranza per tutti gli smarriti.
Non avrai altro Dio all’infuori di me e non vi opprimerete a vicenda, né con le cose né nei rapporti. Tutto qui.
Effettivamente è un po’ strana l’immagine di un Dio che chiede morte per far procedere i propri piani. In questi giorni abbondano notizie di qualcuno che approfitta della religione in modo fanatico seminando morte. Eppure non voglio trovare scuse per fuggire da questa pagina forte e tenera, da questo Abramo, esempio di fede anche per me abituato a impegni light, brevi, semiseri, frizzanti. Oggi celebriamo la resistenza della fede nella oscurità del tunnel con in mano la lampada della promessa e della Parola che non elimina la notte ma mi consente di camminare, illuminando un metro dopo l’altro.
In periodo di patti fragili, di contratti a termine, sentir parlare di Alleanza fedele ci sembra roba dell’altro mondo.
Una società che non sa salvare deve ricorrere alla repressione, alla reclusione, alla emarginazione, per difendersi. L’uomo incapace di salvare deve “salvarsi” e la “legittima difesa” può andare anche fino all’uccisione di colui che si ritiene aggressore. Così, incapaci di vincere il male, si “vince” colui che ne è vittima: lo si toglie fuori dai piedi…
Provo ad esaminare la mia giornata, quali sono i miei orari, i miei appuntamenti fissi, gli impegni inderogabili e le mie pigre infedeltà. In questa pagina dell’evangelista Marco sembra che il Dio eterno e senza tempo si sia incarnato anche nel nostro orologio, nei cicli orari. Le ore scandiscono anche la sua giornata fatta di mattini, sere, notti, ore.
Abituati ai molti programmi televisivi parolai, alle chiacchiere dei politici e ai sermoni dei preti, alle parole date e non mantenute, siamo da un lato perplessi e dall’altro affascinati quando incontriamo qualcuno che dice e fa, che ci colpisce con una parola chirurgica che taglia e cuce, libera e guarisce, dice “ti amo” e tu cambi vita
Sono esausto e senza evidenti conversioni da narrare: nessuna caduta da cavallo, nessun tavolo delle imposte abbandonato lì, nessun albero di sicomoro su cui abbia lasciato brandelli di braghe per la curiosità di vedere Gesù, nessun pozzo di Sichar che mi abbia fatto centro nel cuore, nessuna barca o rete abbandonata, nessun tesoro trovato per cui sia valsa la pena vendere tutto per comprare quel campo.
La parola di Dio passa dal sacerdozio al profetismo, come una parola nuova e libera di Dio, più legata alla giustizia o ingiustizia nei confronti dei poveri che agli intrallazzi tra tempio e reggia.


