Prima gli italiani! Prima la razza ariana! Prima i cattolici! Prima i praticanti! Prima i preti! Prima i maschi! E avanti così, verso identità forti, enclaves etniche o religiose, teologie e politiche settarie. Da sempre fu così e forse, ahimè, sempre sarà. Anche nella storia di Israele maturò rozzamente la separazione tra i figli eletti di Isacco e i discendenti di Ismaele, cani impuri.
Liturgia
Le tre letture bibliche ci raccontano storie di vita. Con Dio dentro.
Questione di occhi, di sguardo, di fede penetrante. Tuttavia la Trasfigurazione, per quanto paradossale possa sembrare, è un invito all’ascolto, più che alla visione, all’andare più che al restare.
Io, noi, siamo una perla preziosa per la quale Gesù, contro il parere del buon senso, ha dato la sua esistenza pur di farci suoi.
…Hai voglia di far centro quella sera,
Si d’accordo ma poi.
Tutto il resto è noia
No, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
Maledetta noia.
(Franco Califano)
Nella catechesi giudaica la zizzania viene considerato un frumento degenerato, imbastardito, prostituito (la parola ebraica zunim deriva dalla radice zanah che significa prostituirsi). Il problema della chiesa primitiva è dunque chiaro: erano presenti santi e peccatori, giusti ed eretici. Come oggi. Chi ci dà il titolo di togliere speranza di conversione?
Inizia con questa domenica, e per tutto il mese di luglio, il “discorso in parabole” del cap. 13 del vangelo di Matteo: quattro parabole per le folle (il seminatore, il grano e la zizzania, il granello di senape e il lievito) e quattro per i discepoli (il tesoro, la perla, la pesca e lo scriba). Otto parabole per “approfondire” il «mistero del Regno di Dio» che, per Matteo, è Gesù stesso.
Sono cattolico, credente sì e no, prete, pensionato garantito e benestante, maschio, scriba laureato supponente, europeo italiota e non Rom (grazie e Dio!), di razza bianca, celibe senza carichi familiari o mutui bancari che mi incaprettano, incensurato (quasi!) per la legge ma non nella coscienza: insomma, ho tutti gli ingredienti per essere escluso dalla categoria dei “piccoli” a cui il Padre rivela i suoi segreti.
Il Card. Martini diceva: “Che cos’è anzitutto la radicalità evangelica? In senso religioso il termine radicale si riferisce soprattutto all’idea di ‘radice’, cioè indica qualcosa che è sorgivo, fontale, genuino, originario e, per questo, richiama il carattere di autenticità. Perciò l’espressione “radicalità evangelica” indica la volontà di rifarsi al Vangelo sine glossa, senza annotazioni”
Papa Francesco nella Evangelii Gaudium al n. 183 scrive: «nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini. Una fede autentica – che non è mai comoda e individualista – implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra»
Scriveva Padre Ermes Ronchi: «Anche tu sei chiamato ad aggiungere il tuo nome all’elenco dei dodici, ognuno è il tredicesimo apostolo».


