S.Agostino ha scritto che il Padrenostro è il Battesimo quotidiano. Tertulliano ha scritto che il Padrenostro è la “somma di tutto il Vangelo” (Breviarium totius evangelii).
Liturgia
Dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione. Alzarsi da tavola come ha fatto Gesù significa che non si può star lì a fare la siesta; che non è giusto consumare il tempo in certi narcisismi spirituali che qualche volta ci attanagliano anche nelle nostre assemblee.
«Credo che per leggere onestamente la parabola dobbiamo non tanto identificarci con il protagonista positivo, ma comprendere che di noi fanno parte anche il sacerdote e il levita e che i tre personaggi sono momenti di un unico faticoso movimento verso una vera compassione»[1], arrivare non solo a “sentire compassione”, ma a “fare la compassione” (S.Gerolamo traduce “fecit misericordiam” = fece la compassione).
E’ una domenica come tante di ogni estate: comunità disperse in meritato riposo. Per chi resta e per chi è in diaspora, la Pasqua settimanale non va in ferie né pare dia tregua al rilassamento organico estivo: «Pregate…andate». La liturgia propone un evento che starebbe bene celebrato quando le comunità parrocchiali sono ad organico pieno, proprio come la comunità di Gesù: 72 discepoli – numero vero o simbolico.
«Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». E’ sempre più difficile trovare gente che faccia scelte totalizzanti e per sempre; tutto è precarizzato, a partire dal lavoro fino al rapporto di coppia; il fenomeno lo abbiamo chiamato “flessibilità”. Siamo inventori e, insieme, schiavi di una “società liquida” come bene ha analizzato Zygmunt Bauman.
La liturgia ci porta dal Dio Estremo contemplato domenica scorsa nella Trinità, al Dio FRAMMENTO contemplato nella Solennità del Corpo e Sangue del Signore, che è un duplicato della celebrazione del Giovedì Santo pasquale.
Trinità: è un territorio da calcare con prudenza, curiosità intellettuale e fede itinerante. Nessuno abbia vergogna dei propri dubbi.
Questi sono giorni maledetti che rivelano il nostro bisogno di avere un Dio amante che ci stampi sulle labbra diafane il bacio della sua bocca: «Mi baci con i baci della sua bocca» (Cantico, 1,2). Un soffio, un bacio. Pentecoste.
Scrive P. Ermes Ronchi: «Ascensione: Cristo non è salito verso l’alto, ma è andato oltre, verso l’intimo delle cose. E le sue mani sono ancora più impigliate nel folto della vita».
L’Ezechiele sacerdote di Gerusalemme crede che il tempio è il luogo della presenza della gloria di YHWH sulla terra. Ma l’Ezechiele profeta sa e dice che quella presenza non è lì per essere consumata nel culto dai suoi fedeli, perché è generata per essere donata a chi si trova al di fuori del tempio…


