Autore: Augusto Fontana
Scriveva Enzo Bianchi in “La differenza cristiana”(Einaudi): “Sovente gli interlocutori dei cristiani sembrano attendere una chiesa che ascolti prima di parlare, che accolga prima di giudicare, che ami questo mondo prima di difendersene, che si nutra di creatività piuttosto che di paura, che sappia annunciare profeticamente piuttosto che accusare”.
la perseveranza non sta tanto nella ostinazione di mormorare delle AveMaria, quanto nell’ostinazione a fidarsi di Dio e a credere nel suo amore nonostante le apparenti smentite.
Noi siamo spesso più brontoloni per ciò che ci manca che grati per ciò che ci vien dato; siamo più spesso mendicanti per ottenere che riconoscenti per quanto ottenuto.
Non si tratta di aumentare la “quantità” della fede, ma la sua “qualità”; oggi potremmo pregare così: «Signore, migliora la nostra fede, rendila adulta».
Senza voler essere fatalisti: il nostro domani (individuale e collettivo, ecologico e politico, spirituale ed economico) ce lo giochiamo nell’oggi.


