La guarigione del cieco nato é narrato come una liturgia e come atto ecclesiale. E’ facile riconoscervi un modello di itinerario catecumenale così com’era praticato delle primitive comunità cristiane.
Liturgia
Storie di sete, di desideri più profondi.
Prima di tutto è una questione di sguardo.
Oggi molti di noi, me compreso, non si sentono né santi né peccatori. Dall’ossessione del peccato si è passati alla presunzione di innocenza.
Sono venuto a dare compimento, far traboccare, dilatare, aumentare, aggiungere in senso qualitativo.
Vorrei prendere sul serio i paradossi evangelici, smettere di essere insignificante, timido, rassicurante, decorativo. Vorrei essere evangelicamente irregolare. Dio ha bisogno del nostro cuore impazzito. E anche gli altri che stanno al buio e stanno trangugiando cibi insipidi, ne hanno bisogno. Hanno bisogno di incontrare non un’immagine sbiadita e innocua di Dio presentata da una comunità di imbalsamatori di Dio.
Gesù non solo ha proclamato le beatitudini, ma le ha vissute. A Lui Dio ha dato il Suo Regno, Lui è stato mite, misericordioso…Lui ha cercato gli ammalati e gli impuri.
Anche se non riesci a trovare Zabulon, Neftali e Madian su un atlante biblico, non crucciarti. È importante sapere dove ti trovi tu.
I testi biblici di questa domenica orientano la riflessione più nella direzione della «testimonianza» che in quella della evangelizzazione.
Il Battesimo vero di Gesù non fu quello ricevuto da Giovanni presso il Giordano, ma il suo passaggio da morte a sepoltura a risurrezione, nei giorni della sua Pasqua.


