Oggi molti di noi, me compreso, non si sentono né santi né peccatori. Dall’ossessione del peccato si è passati alla presunzione di innocenza.
Liturgia
Sono venuto a dare compimento, far traboccare, dilatare, aumentare, aggiungere in senso qualitativo.
Vorrei prendere sul serio i paradossi evangelici, smettere di essere insignificante, timido, rassicurante, decorativo. Vorrei essere evangelicamente irregolare. Dio ha bisogno del nostro cuore impazzito. E anche gli altri che stanno al buio e stanno trangugiando cibi insipidi, ne hanno bisogno. Hanno bisogno di incontrare non un’immagine sbiadita e innocua di Dio presentata da una comunità di imbalsamatori di Dio.
Gesù non solo ha proclamato le beatitudini, ma le ha vissute. A Lui Dio ha dato il Suo Regno, Lui è stato mite, misericordioso…Lui ha cercato gli ammalati e gli impuri.
Anche se non riesci a trovare Zabulon, Neftali e Madian su un atlante biblico, non crucciarti. È importante sapere dove ti trovi tu.
I testi biblici di questa domenica orientano la riflessione più nella direzione della «testimonianza» che in quella della evangelizzazione.
Il Battesimo vero di Gesù non fu quello ricevuto da Giovanni presso il Giordano, ma il suo passaggio da morte a sepoltura a risurrezione, nei giorni della sua Pasqua.
«I magi non erano re e non erano tre; e non avevano offerto né oro, né incenso, né mirra…»… Chi osa toccare la leggenda, muore. La leggenda coccola gli appetiti fantastici, la profezia li turba.
Mi intriga questo Dio-per-noi che si è fatto carne, prendendone su di sé tutte le conseguenze: appartenere ad un nucleo familiare, ad una etnia, ad una tradizione religiosa, ad un contesto politico nazionale e internazionale.
il segno della presenza di Dio non sarà più un tempio di pietra, ma la carne fragile di un figlio d’uomo.


