Il Card. Martini diceva: “Che cos’è anzitutto la radicalità evangelica? In senso religioso il termine radicale si riferisce soprattutto all’idea di ‘radice’, cioè indica qualcosa che è sorgivo, fontale, genuino, originario e, per questo, richiama il carattere di autenticità. Perciò l’espressione “radicalità evangelica” indica la volontà di rifarsi al Vangelo sine glossa, senza annotazioni”
Liturgia
Papa Francesco nella Evangelii Gaudium al n. 183 scrive: «nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini. Una fede autentica – che non è mai comoda e individualista – implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra»
Scriveva Padre Ermes Ronchi: «Anche tu sei chiamato ad aggiungere il tuo nome all’elenco dei dodici, ognuno è il tredicesimo apostolo».
In questa nostra strana epoca materialista si snobba, chissà perché, un Dio che viene a noi attraverso il realismo della Incarnazione, della Parola e dei segni sacramentali, della carne dei poveri; in questa nostra strana epoca di banchetti ipercalorici si snobba un Dio che viene a noi nell’atto del mangiare; in questa nostra strana epoca dell’oblio del passato e del futuro e che divora bulimicamente il tempo presente si snobba un Dio che ci invita a ricordare-meditando, fare memoria-celebrando, non dimenticare quello che fummo e quello che saremo con Lui.
Sono stretto nella morsa tra il dover tacere e il dover nominare questo Nome Misterioso e Nascosto. E chissà quante volte ne ho parlato e scritto a vanvera. Ne dovrò rispondere quando il suo Nome e il Suo Volto mi si riveleranno così come sono e non così come lo ho rappresentato.
Quando mi senti perdonato e amato forse ancora di più dopo il mio errore, è lui, lo Spirito. Quando sento circolare, nelle vene, forza e fiducia mentre affronto la malattia, la vecchiaia o il fallimento, è ancora lui, lo Spirito. Quando riesco a intravedere in profondità, con occhi capaci di sorprendere le gemme più che i rami improduttivi, è ancora lui, lo Spirito.
Dire Ascensione è come dire Pasqua. Ronchi: «Cristo non è salito verso l’alto, ma è andato verso l’intimo delle cose. E le sue mani sono ancora più impigliate nel folto della vita».
Interiorità, trasparenza, impegno. Sono tre tappe di un cammino della vita di fede.
La liturgia ci porta a chiederci non «dov’é Gesù?», ma «dove sta andando?». Non «dove possiamo trovarlo?», ma «dove ci porta?».
«Sei il mio pastore». Non sfuggo la domanda: «Chi guida o anima veramente la mia vita?». La domanda non è solo per i mistici. Quale autorevolezza ha Gesù nella mia esistenza, nel determinare i miei sentieri? Come si esprime la sua leadership sui nostri regimi di vita ecclesiali?


