Secondo il Vangelo di Luca l’Annunciazione è fatta a Maria, secondo il Vangelo di Matteo Dio parla a Giuseppe. Giuseppe nei Vangeli non parla mai, ma sa ascoltare la Parola che lo abita, il sogno. Le due annunciazioni hanno luogo nelle case. Dio, ancora, sembra preferire la casa al tempio.
Liturgia
Qualche volta Dio si rivela Dio proprio quando ci scandalizza. Oppressi, affamati, prigionieri, ciechi, forestieri, orfani, vedove: pozzanghere dove si riflette Dio (Salmo 146). Il Natale banalizzato, mieloso, ripetitivo come una cantilena, colmo di ovvietà religiose superficiali e di saturazione sociologica non ci scandalizza più.
Dio dei viventi, suscita in noi il desiderio di una vera conversione, perché rinnovati dal tuo Santo Spirito sappiamo attuare in ogni rapporto umano la giustizia, la mitezza e la pace, che l’incarnazione del tuo Verbo ha fatto germogliare sulla nostra terra.
Invidio chi aspetta qualcuno. O qualcosa.
Il trono di Gesù, di volta in volta, fu una mangiatoia per animali, un palo sospeso, un catino, una mensa, un asinello. E per ambasciatori si scelse affamati, assetati, nudi di casa e di vestiti, ammalati, carcerati, stranieri impuri.
La parola italiana «giudizio» deriva dalla parola greca «crisis» che significa «valutazione, scelta». Dio allora é una persona che ci mette in crisis cioè non ci lascia nell’indifferenza, ma ci conduce a prendere posizione, a esprimere il nostro parere, a schierarci, a prendere parte.
Il calendario liturgico obbliga le comunità a sostituire la liturgia della 32° domenica del tempo ordinario di quest’anno con l’Anniversario della Dedicazione della Basilica del Laterano.
Al sacralismo si oppone il «santo» inteso in senso esistenziale e morale: la santità non si isola ma, pur conservando la sua identità, coesiste col profano, lo feconda senza assorbirlo.
Scriveva Enzo Bianchi in “La differenza cristiana”(Einaudi): “Sovente gli interlocutori dei cristiani sembrano attendere una chiesa che ascolti prima di parlare, che accolga prima di giudicare, che ami questo mondo prima di difendersene, che si nutra di creatività piuttosto che di paura, che sappia annunciare profeticamente piuttosto che accusare”.
la perseveranza non sta tanto nella ostinazione di mormorare delle AveMaria, quanto nell’ostinazione a fidarsi di Dio e a credere nel suo amore nonostante le apparenti smentite.


