Autore: Augusto Fontana
Si fa presto a dire “conversione!”. Nella liturgia odierna persino Dio muta parere e decisioni: «si convertì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece» (Giona 3,10). Anche Gesù cambia idea di fronte alla preghiera della donna siro-fenicia (Mc 7,24-30).Non so più quale povero prete abbia detto: «A 20 anni volevo convertire il mondo, a 40 anni ho incominciato a pensare a convertire la mia parrocchia, ora che di anni ne ho 80 sarà meglio che mi affretti a convertire me stesso». Io sono così, spiazzato da pagine bibliche dalle quali fatico ad estrarre, per la cinquantesima volta, gli imperativi del Signore, nascosti, come in una miniera, nelle sue buone notizie.
E’ il tema della chiamata, della vocazione. Ma attenzione ai riflessi condizionati: quasi istintivamente si pensa alla vocazione sacerdotale o religiosa. La Bibbia ci parla di chiamata come qualcosa che riguarda tutti. Dio per ciascuno di noi ha la strategia adatta, le ore sempre aperte. La chiamata non è condizionata da fasce orarie, come certi sportelli di ufficio, dalle…alle…
Il Vescovo di Parma l’8 gennaio 2021 ci ha consegnato questa domanda: «Dobbiamo chiederci cosa cambierebbe nella nostra vita e nelle famiglie se non fossimo battezzati»; e ha aggiunto: «Non dobbiamo chiudere a chiave la fede relegandola a un fatto privato, perché ha una importante valenza sociale e politica». Gesù, infatti, da quel giorno inizia la sua vita pubblica di Rabbi raccogliendo una piccola comunità messianica.
Vi sono due coordinate che consentono di individuare il luogo in cui si trova il Messia: la stella e la Bibbia. La stella che rappresenta i segni dei tempi, le occasioni della storia e anche, più banalmente, i casi della vita. E’ il linguaggio silenzioso delle cose. La stella conduce vicino all’evento messianico, ma da sola non raggiunge il bersaglio: occorre anche la verifica della Santa Scrittura. I magi non vanno direttamente a Betlemme, si fermano a Gerusalemme. E’ da Gerusalemme che esce la Parola del Signore. Solo nella congiunzione fra la stella apparsa ai pagani e la parola custodita da Israele è possibile individuare l’evento del messia. La stella conduce alla Scrittura e la Scrittura riattiva la stella: insieme conducono al luogo dove si trova l’Emmanuele, il Dio-con-noi.
Vangelo immenso che ci impedisce piccoli pensieri. Per assicurarci che c’è un senso, un progetto che ci supera, che non viviamo i nostri giorni solo attorno al breve giro del sole, che non viviamo la nostra vita solo dentro il breve cerchio dei nostri desideri. Ma che c’è come un’onda immensa che viene a infrangersi sui nostri promontori e a parlarci di un Altro, che è Primo e Ultimo, vita e luce del creato.


